Dalla fine degli anni 50, il Senegal e i paesi confinanti, tra cui Guinea e Mali, iniziarono a cercare l’indipendenza dalle leggi coloniali e il legame politico sempre più forte con Cuba servì anche a rinforzare l’interesse per la sua musica. E proprio il mix cool e intrigante tra pachanga, salsa, cha cha cha e musica africana è diventato la grande forza dell’orchestra Baobab.

All’inizio il gruppo suonava nel week end al Baobab Club ma presto divenne così popolare da esibirsi ogni sera e la pista da ballo era sempre piena. Dalla metà degli anni 70, fu proclamato la migliore banda del Senegal, se non dell’Africa, ottenendo uno status simile a quello della Bembeya Jazz nella Guinea del presidente Sekou Toure. I suoi componenti rimasero quelli che avevano fondato il gruppo, ma ospitavano regolarmente musicisti e cantanti.

L’Orchestra Baobab è particolare perché i suoi musicisti provengono da un miscuglio molto ampio di culture, che riflette le differenze etniche del Senegal.
Balla Sidibe, Rudy Gomis e successivamente Charly NDiaye (basso) venivano da Casamance, la provincia meridionale del Senegal, con il suo ricco repertorio di canzoni Mandinka, Mandiago e folk dei Diola (tribù locali). Medoune Diallo rappresentava la musica Toucouleur del nord del Senegal. Issa Cissoko (sax tenore) e i suoi cugini Mountaga Kouate (batteria) e Seydou Norou “Thierno” Kouate venivano dalla tribù Malinke del Mali (il loro zio sassofonista si era perfezionato suonando con Dexter Johnson).